No alla bocciatura motivata solo dalle troppe assenze laddove l’alunno possa essere comunque in qualche modo valutato dai professori. Infatti, la presenza scolastica deve essere considerata un mero presupposto per un proficuo apprendimento dell’alunno e se questi, nonostante le numerose assenze, non evidenzi problemi sul piano del profitto, tale presupposto non andrà interpretato con eccessiva severità.

Con questa motivazione, il TAR di Lecce nella sentenza n. 899/2018 ha accolto il ricorso della madre di un ragazzino delle scuole medie che non era stato ammesso alla frequenza per l’anno scolastico successivo.

In particolare, i docenti avevano ritenuto non valido l’anno scolastico, non essendo possibile scrutinare l’alunno in ragione delle parecchie assenze, ossia 685 ore (quindi un numero complessivamente inferiore ai tre quarti del monte orario curriculare previsto dagli ordinamenti).

Diversamente, la madre ha, in primo luogo, sostenuto che nonostante le assenze al Collegio dei docenti fosse comunque concessa la possibilità di procedere ad una valutazione dell’alunno. Successivamente, la stessa ha evidenziato come il figlio avesse, nonostante le assenze, avesse effettuato le prove scritte e orali in tutte le materie durante il corso dell’anno.

Richiamando la disciplina in materia, i giudici amministrativi rammentano come l’art. 14 del d.P.R. consenta di derogare al limite minimo di presenza in caso di “assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati“.

Pertanto, il Collegio ha ritenuto di dar seguito a quella giurisprudenza secondo la quale “la presenza scolastica va valutata quale mero presupposto per un proficuo apprendimento dell’alunno, ma se egli, sebbene riporti numerose assenze, non evidenzi tuttavia problemi sul piano del profitto, tale presupposto non va interpretato con eccessiva severità“.

Non sussistendo elementi da cui potesse desumersi che le assenze dell’alunno abbiano influito negativamente sulla possibilità di procedere al suo scrutinio, il TAR ha ritenuto che una bocciatura motivata solo dal numero delle assenze potrebbe ingiustificatamente compromettere lo sviluppo personale ed educativo di colui che, dal punto di vista dell’apprendimento e dei risultati conseguiti rispetto agli insegnamenti impartiti, risulti ugualmente idoneo al passaggio alla classe successiva.

In sostanza, far ripetere l’anno scolastico a un alunno nonostante abbia riportato tutti voti sufficienti, costituisce misura che può gravemente nuocere al suo percorso formativo e di vita, in quanto lo costringe a ripetere insegnamenti già acquisiti e a perdere l’opportunità di apprendere, nella classe superiore, nuove conoscenze, comportando, in ogni caso, un ritardo nel suo corso di studi (Tar Ancona, Marche, sez. I, 21 marzo 2017, n.. 220)