A seguito della decisione del giudice sportivo di omologazione del risultato di Frosinone-Palermo con conseguente rigetto del ricorso del Palermo, le ultime possibilità di promozione per i rosanero sono ormai costituite dal possibile ribaltamento di decisione in sede di appello presso la Corte Sportiva di Appello (l’udienza è dinnanzi alle sezioni unite è fissata per martedì) o dalla condanna della società Parma Calcio per illecito sportivo secondo le norme della giustizia sportiva, che potrebbe comportare una penalizzazione della squadra ducale nella stagione in corso, con conseguente promozione del Palermo in Serie A.

Per comprendere quest’ultima vicenda è utile analizzare il caso sia nei fatti che nelle possibili norme da applicare.

Secondo quando formulato nel recente avviso di conclusione delle indagini del 20 giugno, il Procuratore federale Giuseppe Pecoraro “esaminati gli atti dell’indagine disciplinare esperita in relazione alla gara Spezia-Parma del 18 maggio 2018 – ha concluso le indagini formulando le seguenti incolpazioni: Calaiò Emanuele, calciatore tesserato per la società Parma Calcio 1913 S.r.l., violazione dell’art. 7, commi 1 e 2, del C.G.S., per avere, prima della gara Spezia-Parma posto in essere atti diretti ad alterare il regolare svolgimento e il risultato finale della gara suddetta, tentando di ottenere un minor impegno agonistico da parte dei calciatori dello Spezia Calcio, signori Filippo De Col e Claudio Terzi, per assicurare alla propria squadra il risultato favorevole dell’incontro, e, in particolare, inviando a tal fine a Filippo De Col, qualche giorno prima della gara, messaggi a mezzo dell’applicativo di messaggistica whatsapp”. E ancora il Procuratore Federale incolpa “la società Parma Calcio 1913 per rispondere a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi degli artt. 7, comma 2, e 4, comma 2, del CGS, per il comportamento posto in essere dal proprio tesserato Calaiò”.

Secondo quanto sostenuto dalla procura, il calciatore Calaiò della società Parma, avrebbe indebitamente posto in essere atti diretti ad alterare il regolare svolgimento della gara prevista con la società Spezia Calcio, inviando messaggi Whatsapp ai calciatori Terzi e De Col per assicurare alla propria squadra un risultato favorevole.

Analizziamo quindi questi messaggi il cui contenuto è considerato illecito. N.B. il contenuto di questi messaggi non può essere certo poiché gli atti risultano secretati ei testi descritti sono invece frutto di indiscrezioni giornalistiche.

Calaiò: “Ehi pippein non rompete il cazzein venerdì mi raccomando amico mio” ed ancora “dillo anche a claudiein (ndr Claudio Terzi)” ed infine “soprattutto per il rapporto che avete con me”.

A norma dell’art. 7: Illecito sportivo e obbligo di denunzia 1. Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara o di una competizione ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica costituisce illecito sportivo.

Il Procuratore ha così ritenuto di dovere incolpare la società ducale della gravissima violazione di cui all’art. 7 del Codice di Giustizia Sportiva per responsabilità oggettiva.

Ed infatti a norma dell’articolo 4 del Codice: Responsabilità delle società 1. Le società rispondono direttamente dell’operato di chi le rappresenta, anche per singole questioni, ai sensi delle norme federali. 2. Le società rispondono oggettivamente, ai fini disciplinari, dell’operato dei dirigenti, dei tesserati e dei soggetti di cui all’art. 1 bis, comma 5.

Non vi è dubbio che Emanuele Calaiò sia effettivamente un tesserato della Società Parma e che quindi quest’ultima risponda a titolo di responsabilità oggettiva dei comportamenti commessi dal calciatore.

Ma quale pena si applicherebbe se fosse accertato il compimento di una violazione per illecito sportivo?

A norma del comma 4 “Se viene accertata la responsabilità oggettiva o presunta della società ai sensi dell’art. 4, comma 5, il fatto è punito, a seconda della sua gravità, con le sanzioni di cui alle lettere g), h), i), l), m) dell’art. 18, comma 1”.

Secondo quanto richiamato dalla norma, le sanzioni applicabili possono essere: ”g) penalizzazione di uno o più punti in classifica; la penalizzazione sul punteggio, che si appalesi inefficace nella stagione sportiva in corso, può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente; h) retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria; in base al principio della afflittività della sanzione, la retrocessione all’ultimo posto comporta sempre il passaggio alla categoria inferiore; i) esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio federale ad uno dei campionati di categoria inferiore; l) non assegnazione o revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia o di vincente del campionato, del girone di competenza o di competizione ufficiale; m) non ammissione o esclusione dalla partecipazione a determinate manifestazioni”.

Secondo quanto appena analizzato, la sanzione minima applicabile al caso di specie (se fosse confermato l’illecito sportivo) sarebbe una penalizzazione dei punti in classifica da scontare nella stagione in corso. L’eventuale applicazione della penalizzazione nella stagione successiva potrebbe realizzarsi solo se si “appalesi inefficace nella stagione sportiva in corso”.  Tuttavia anche l’applicazione di un solo punto di penalizzazione nella stagione in corso potrebbe decretare la promozione del Palermo a discapito del Parma: la possibilità di “scontare la pena” nella stagione successiva sarebbe quindi in questo caso esclusa, seguendo il c.d. principio di afflittività.

Non esiste però una norma che esplicitamente regoli l’eventuale penalizzazione del Parma di un numero di punti tali da mantenere una posizione di classifica in zona play off, essendo la competizione già disputata con risultati già acquisiti.

Pertanto il Tribunale nell’applicazione dell’eventuale pena afflittiva di penalizzazione, dovrebbe valutare e decidere i possibili effetti che questa decisione potrebbe avere nella stagione appena disputata. Il Palermo Calcio potrebbe essere la formazione che più delle altre usufruire di questa penalizzazione: il Palermo è finalista nella competizione play off ed è la squadra, dopo il Frosinone già promosso, ad avere il posizionamento di classifica migliore.

Nonostante l’ampia discrezionalità in mano ai Giudici sportivi, in caso di riconoscimento della gravissima violazione di illecito sportivo, le possibilità di vedere il Palermo il prossimo anno nella massima serie appaiono quindi davvero concrete.