L’assistenza ai disabili è da sempre una delle principali problematiche che scalda i toni della politica e che affligge le famiglie siciliane, le quali sono in costante balia dei ritardi da parte della Amministrazione Pubblica.

Nonostante l’approvazione a livello regionale dello stanziamento dei fondi per l’assistenza ai disabili gravissimi, il Comune di Palermo sembrerebbe aver assunto un atteggiamento in controtendenza rispetto al governo nazionale e regionale, vessando nuovamente  una categoria, quale quella dei genitori di minori disabili, esausta per le cicliche lotte e le proteste contro la potenziale sospensione della garanzia all’assistenza scolastica.

In particolare, con la nota del 9 aprile scorso, il Comune di Palermo ha precisato che le ore previste nel contratto degli operatori ed assistenti specializzati, ma non svolte per assenze o festività, non potranno esser più essere recuperate. Questa presa di posizione, oltre ad indignare l’opinione pubblica, ha quale diretta conseguenza una evidente riduzione del monte di ore di assistenza specialistica spettante per legge al singolo minore disabile, con espliciti risvolti problematici per le famiglie di questi ragazzi.

A fronte del descritto stato di incertezza cui genitori ed operatori socio-assistenziali sono costretti a confrontarsi da tempo in memore e al fine di ottenere risposte certe in merito al riconoscimento e all’attuazione del diritto al sostegno scolastico, le famiglie da tutte le parti della sicilia sono scese in piazza!

Una protesta, pacifica ma decisa, per testimoniare alcune delle problematiche emerse negli ultimi tempi, come la sospensione dei recuperi che hanno tolto ore ad alunni e lavoratori, la precarietà di un servizio di eccellenza soggetto a blocchi temporanei inidonei a garantire condizioni lavorative dignitose per alunni e operatori.

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Alunni con disabilità non grave, il caso concreto.

L’ufficio Scolastico provinciale riduce il numero di ore di sostegno ad alcuni alunni con disabilità di cui all’art. 3 comma 1 della legge 104/92 ma i Tribunali di Palermo e Catania danno ragione al ricorso dei genitori.

I ricorsi vertevano essenzialmente su censure relative alla violazione dei principi costituzionali e sovranazionali posti a tutela dell’integrazione ed educazione dei soggetti disabili, nonché delle disposizioni strumentali all’attuazione delle norme in materia di diritto all’istruzione dei disabili di cui alla legge n. 104/1994 e al D.lgs. n. 66/2017, ed inoltre su censure relative al sottodimensionamento delle ore di sostegno assegnate agli alunni disabili.

Entrambi i Tribunali amministrativi regionali, ripercorrendo l’intera normativa di settore, hanno sancito il diritto degli alunni con disabilità non grave ad avere il numero delle ore di sostegno indicate nel P.E.I. nella misura determinata dai Gruppi di lavoro operativi, ritenendo giocoforza assolutamente fondata la pretesa dei genitori.

Ebbene, Solve&Advice ha già lavorato alla predisposizione di ricorsi volti ad ottenere una piena tutela dei diritti degli alunni affetti da disabilità a fronte di comportamenti reticenti da parte delle amministrazioni comunali e regionali

Pertanto, se qualcuno è stato vittima della stessa discriminazione potrà contattare il nostro Team di collaboratori scrivendo  all’indirizzo info@solveadvice per ricevere tutte le informazioni del caso.

Diritto for dummies

La tutela dei minori ed in particolare dei minori affetti da disabilità è garantita da ricco quadro normativo volto ad assicurare l’obiettivo dell’integrazione scolastica dei minori disabili.

In particolare, a livello sovranazionale, viene in primo luogo in rilievo la Convenzione di New York sui diritti delle persone disabili, la quale all’articolo 24 pone ha carico degli Stati contraenti il compito di dar vita ad un sistema educativo che consenta una reale inclusione ed integrazione scolastica a tutti i livelli.

Alla suddetta convenzione si affianca la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, la quale espressamente riconosce il diritto delle persone con disabilità di beneficiare di misure tese a garantire un opportuno inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità.

A livello nazionale, oltre al riconoscimento a livello costituzionale sancito dall’articolo 38 – “Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale” – il legislatore con la Legge 104/1992 ha voluto disegnare un accurato quadro normativo, prevedendo un sistema di tutela nei confronti dei soggetti disabili, dando effettivo corpo ai principi dettati a livello internazionali e nazionale in materia di diritto all’educazione ed istruzione.

La fondamentale rilevanza dell’inclusione scolastica dell’alunno disabile è stata sottolineata in più occasioni dai tribunali nazionali i quali hanno sottolineato come la partecipazione al processo educativo con insegnanti e compagni normodotati costituisca per il minore disabile un rilevante fattore di socializzazione, potendo contribuire in maniera significativa a stimolare le potenzialità del disabile.

 

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