(contributo ad opera dell’Avv. Tinè)

Sanzionato per svariate violazioni del codice della strada (sorpasso di autovetture ferme ad un semaforo rosso, invasione dell’opposta corsia di marcia, violazione dello stesso semaforo rosso e velocità pericolosa in centro abitato), un medico veterinario proponeva opposizione alle predette sanzioni amministrative, invocando a sostegno l’esimente di aver agito per la necessità di provvedere a delle cure urgenti su di un cane “affetto da osteosarcoma in fase terminale”.

Dapprima il Giudice di Pace di Ancona accoglieva l’opposizione, successivamente il Tribunale rigettava l’appello proposto dal Ministero dell’Interno con una curiosa motivazione: la scriminante di cui all’art. 54 c.p. opera anche nell’ipotesi in cui si agisca contra legem per impedire l’aggravamento di un danno giuridicamente apprezzabile alla persona propria o altrui o ai beni, tra cui il cane, considerato un bene patrimoniale.

La vicenda approda in Cassazione che accoglie il ricorso del Ministero.

Incredibilmente il Tribunale di Ancona aveva applicato il principio desumibile da Cass. penale n. 25526/09, mentre, in realtà, tale sentenza aveva applicato l’esimente dell’art. 52 c.p. (legittima difesa), e non l’art. 54 c.p., in relazione all’uccisione, in periodo di divieto di caccia, di una volpe che si era  introdotta in un pollaio, facendo razzia di polli e galline, e aggredendo la moglie del proprietario.

L’esimente dello stato di necessità, di contro, non è invocabile quando la situazione di pericolo riguardi un animale (vedi anche Cass. n. 14515/09), né in ogni caso risulterebbero applicabili al caso di specie l’art. 5 c.p. e art. 59 c.p., comma IV, non trattandosi di errore scusabile (a nulla valendo “l’appoggio degli Agenti della Polstrada” considerato un post factum non punibile) né tantomeno di un adempimento di un dovere o di ordine della P.A.

In sintesi, il dovere deontologico-professionale di prestare le cure richieste non autorizza il veterinario a violare le norme sulla circolazione stradale; anche qualora l’agente supponga di essere esonerato dal rispetto delle norme del codice della strada per prestare la propria opera urgente commette un errore sulla portata delle norme, non sulla realtà dei fatti concreti così come l’agente li ha percepiti.

Morale della favola: multa confermata e spese compensate.

(Cass. civ. Sez. VI – 2, Ord., 01-03-2018, n. 4834)