I danni alla persona non suscettibili di verifica mediante esami strumentali sono risarcibili”.

Ciò è quanto ha statuito nella recentissima sentenza pronunciata dal Giudice di Pace di Caltanissetta (maggio 2018), in tema di risarcimento del danno derivante da lesioni stradali.

Oggigiorno, uno dei danni che si manifestata frequentemente a seguito di un sinistro è il c.d. colpo di frusta, ossia il trauma da distorsione del rachide cervicale che viene sollecitato in maniera innaturale in particolar modo in conseguenza di un incidente stradale (ad esempio a seguito di un tamponamento). Si tratta infatti di uno dei danni fisici di lieve entità più diffusi.

A seguito della riforma Monti del 2012, l’art.139 del D.Lgs. 209/05 del Codice delle Assicurazioni ha subito qualche revisione, in particolare al secondo comma è stato aggiunto:

In ogni caso, le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente”.

È il caso di esaminare anche il comma 3 dell’art. 32 della L. 24 marzo 2012, n. 27 che stabilisce un principio sul quale ha fatto leva una recente sentenza:

Il danno alla persona per lesioni di lieve entità […] è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l’esistenza della lesione”.

Nel caso sottoposto all’attenzione del Giudice di Pace di Caltanissetta, una compagnia assicurativa non intendeva corrispondere il risarcimento alla persona assicurata poiché il colpo di frusta non era stato accertato per via strumentale. Tuttavia il magistrato ha interpretato in maniera ampia il comma appena visto, riconoscendo al medico piena competenza nella valutazione del danno da risarcire, senza l’ausilio di macchinari per la diagnosi.

È stato ritenuto che vi sono dei danni che spesso non sono accertabili per il mezzo di esami strumentali e ciò non significa comunque che questi non vadano riconosciuti e risarciti. Non risarcire i danni non accertabili con esami strumentali comporta grave violazione del diritto alla salute ex art. 32 Cost.

L’Autorità giudiziaria, oltre ad aver condannato la società d’assicurazioni a risarcire il danno, ha precisato che la verifica dell’infortunio da parte del medico è sufficiente per richiedere l’indennizzo per colpo di frusta in seguito ad un incidente stradale, indipendentemente dall’utilizzo dall’“accertamento clinico strumentale obiettivo” .

Se da una parte, la ratio legis è quella di porre un limite al disotto del quale il preteso danno non può essere oggetto di risarcimento, dall’altra l’orientamento giurisprudenziale più recetene ha ritenuto che il mancato risarcimento del danno derivante dalla mera circostanza secondo cui lo stesso non sia valutabile o riscontrabile attraverso esami strumentali compromette e comprime irrimediabilmente il diritto alla salute, cosi come tutelato dalla Carta Costituzionale.